| |
Itinerari naturalistici
Via delle Creste
Questo sentiero rappresenta senza dubbio uno degli itinerari più panoramici e suggestivi del Lazio.
Congiunge Capranica Prenestina con Guadagnolo, il centro abitato più alto del Lazio (1218 mt slm).
Se percorso in giornate sufficientemente limpide offre un colpo d’occhio unico su tutti i principali gruppi montuosi dell’Italia centrale, dall’Appennino al mare.
Il sentiero si sviluppa lungo le creste che congiungono, con buona continuità, i due centri abitati; la meta è quasi sempre visibile, e non si hanno mai problemi di orientamento.
L’imbocco del sentiero è a poche centinaia di metri dall’abitato di Capranica Prenestina, indicato dalla caratteristica segnaletica, poco prima dell’inizio della pineta.


Fosso delle Cannuccete
Dalla Chiesa di S. Maria del Montirolo, ai piedi di castel S. Pietro Romano, si imbocca la Via della Zingarella (tabella bianco-verde della IX Comunità Montana) e la si segue in salita per circa 500 mt.
Da qui una breve deviazione a destra permette di osservara la grande Dolina di Fossa Lupara; in discesa, su una sterrata per altri 500 mt, si giunge al Piano delle Cese, il punto più panoramico, che permette un’ampia visuale sulla Valle Latina, i Monti Lepini, il Mar Tirreno e i Colli Albani.
Il percorso attraversa alcuni dei Valloni meglio conservati della provincia di Roma. La suggestione creata dal variegato ambiente geologico ed archeologico ( Ponte Acquedotto di epoca romana I secolo, con rifacimenti rinascimentali) è accresciuta da presenze faunistiche e botaniche spesso esclusive.
Dal Ponte Acquedotto, lasciati sulla sinistra due antichi casali secenteschi, si inizia a risalire la stretta valle del Fosso delle Cannuccete; quest’area è tutelata con Decreto del Presidente della Giunta regionale del Lazio.


Valle Cupa
L’imbocco del sentiero è ai piedi dell’abitato di Rocca di Cave, a circa 1,5 km dall’ingresso del paese.
L’attacco del sentiero, a destra rispetto alla strada, è indicato da un cartello bianco e verde della IX Comunità Montana, ad una quota 785 mt s.l.m.
Si tratta di un antico percorso di collegamento tra Rocca di Cave e Castel S. Pietro Romano.
Lungo il sentiero si possono osservare rocce calcaree databili al cretacico superiore affioranti lungo la strada sterrata; sono ben visibili anche testimonianze fossili di molluschi echinodermi (ricci marini) ed altri organismi.
In alcuni punti del percorso, è possibile osservare affiorante tra i calcari a briozoi e litotamni e la sottostante Formazione Geologica di Gradagnolo, caratterizzate da marne calcaree arenacee di colore giallastro e grigio scuro.


Fonte Vollica
L’imbocco del sentiero è sulla strada provinciale San Vito Romano- Bellegra, a circa 500 mt dal bivio in direzione di Bellegra, in prossimità di una cancellata dipinta in verde.
Leggermente rialzata rispetto al piano stradale, è visibile la tabella di segnalazione dell’inizio del sentiero.
Il primo tratto si svolge all’interno di un ceduo di castagno piuttosto rado, percorso il quale, seguendo la segnalaetica, si giunge ad una semplice staccionata da aggirare in discesa.
L’itinerario si sviluppa in un bosco di castagno di origine antropica, nel quale emergono pregevoli essenza vegetali spontanee, presenti grazie alla diversa esposizione o alle condizioni microclimatiche localmente prevalenti.
Una semplice passeggiata può, quindi, divenire una interessante visita in un orto botanico naturale.


Spina Santa
Dopo aver raggiunto Ciciliano, dalla Piazza sant’Anna si scende per la ripida via della "Calzetta", all’imbocco della quale è visibile la tabella bianca e verde indicatrice del sentiero. Dopo circa 100 mt, la strada diventa una comoda ma scoscesa mulattiera, interrotta a volte, da semplici sbarramenti per gli animali al pascolo.
Percorso 1 km tra oliveti e frutteti in parte abbandonati, si scorge sulla sinistra il breve sentiero che conduce alla piccola e compatta struttura della Chiesa di S. Pietro, meritevole di una sosta.
Ritornati al Passo della Fortuna, lungo la strada provinciale, si imbocca il facile itinerario che conduce alla Spina Santa. Si tratta di un itinerario molto panoramico che offre scorci pregevoli sulle catene montuose minori dell’antiappennino della provincia di Roma.
Nella seconda parte del percorso, è ben visibile il Santuario della Mentorella, arroccato sulle aspre pendici dei Monti Caprini.


Bosco Macchia Riserva
Il sentiero parte dal centro abitato di Casape, in prossimità del Municipio. Si percorre interamente la strada sterrata fino ad un pianoro estremamente panoramico, ricco di fenomeni carsici notevoli e disseminato di doline molto ben visibili in prossimità della località Fonte Canale (quota 1000 slm), dal quale si scorge l’imponente rupe di Monte Guadagnolo.
Particolarmente indicato se si vuole avere un quadro pressochè unico della geografia e dei sistemi montuosi della provincia di Roma. Adattissimo per gli appassionati di mountain bike.


La Macchiarella
San Vito possiede, data anche la sua ubicazione, un patrimonio ambientale di rilievo: la Macchiarella è un castagneto secolare di proprietà Comunale, collegato tramite uno stradone alla villa Comunale, luogo quest’ultimo attrezzato come parco giochi. Il castagneto, che richiama molte persone per la raccolta di castagne e funghi, è un bene attrezzato e curato dalla protezione civile di San Vito, con staccionate per la delimitazione di sentieri interni, con tavoli e panchine che consentono di trascorrere piacevoli momenti.
Un altro sentiero, percorribile in quindici minuti è quello che conduce dalla chiesa della “Madonna di Compigliano” alla “Conetta di San Martino”. Al termine di questo sentiero si giunge alla Cona di San Martino, di cui si è già parlato, che costituiva un riparo per i contadini che vi sostavano dopo una intera giornata di lavoro nei campi. Il luogo è una sorta di belvedere, ancora oggi meta di passeggiate; da qui la vista spazia da una parte verso i monti prenestini con i paesi di Olevano, Bellegra e Genazzano, dall’altra verso la vallata del Sacco.




|
|